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Il dono giusto

3. 1. 2017

spravnydar.jpgNel corso del tempo di Natale abbiamo sperimentato nelle nostre famiglie, che cosa significa donare, o meglio donarmi nell’amore. Non è semplice. Si vedeva nella nostra ricerca di quel regalo giusto ed adeguato per quella persona concreta. Una persona mi ha scritto: “Che cosa mi auguri per l’Anno 2017? Quello che mi hai mandato non conta, è impersonale!” Per me è cominciata la ricerca delle parole giuste per la persona concreta. Tutto, per diventare vero dono.

L’Apostolo Giovanni ci chiama di vedere il dono di Dio: “Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio…” È grande l'amore in cui possiamo diventare i suoi figli addottivi. Ma non soltanto. C’è ancora la più grande promessa, perché “ciò che saremo non è stato ancora rivelato”. L’Apostolo non vuole mettere l’ombra sul carattere definitivo della nostra chiamata. Ma cerca esprimere la pienezza del dono divino preparato per noi.

Per noi, la domanda è: Come posso accogliere questo dono? Come un processo della propria purificazione. Ci incoraggia: “purifica se stesso, come egli è puro”. Come ci svela stesso Cristo nelle Beatitudini: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.” Non “comportarmi da buon ragazzo” mi porta ad accogliere questo grande dono, ma permanente metanoia o conversione.

 

1Gv 2,29–3,6: Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui. Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche l’iniquità, perché il peccato è l’iniquità. Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto.

 

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