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Riempire le mani

28. 2. 2017

https://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2010/08/mani6.jpgSi può osservare che molte persone di oggi hanno problema di scoprire il senso della propria vita. E sono beati quelli che hanno trovato il proprio posto vitale. Me piacciono le parole di Fëdor Michajlovič Dostoevskij: “Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso.”

La sua considerazione non è tanto lontana da quello che ci ricorda il Libro di Siracide. Il brano di oggi è chiaro: “Non presentarti a mani vuote davanti al Signore!” Ricordandoci che già abbiamo ricevuto tanto (“il dono da lui ricevuto”) e riceveremo ancora (“ti restituirà sette volte tanto”).

Carissimi, qualche volte speculando sulla logica della vita, dimentichiamo “sporcarci le mani” nell’amore, nel servizio e nella osservanza dei comandamenti. Usufruiamo il tempo di Quaresima che stiamo per cominciare. Accogliamo i doni ricevute (non nuove, quelle vecchie) per trasformarli e riempire con essi le nostre mani. Non basta che esse sono solo pulite. Riempirle con tutto quello che abbiamo trasformato osservando la legge dell’amore proposta dal Signore.

 

Sir 35,1-15: Chi osserva la legge vale quanto molte offerte; chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva. Chi ricambia un favore offre fior di farina, chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode. Cosa gradita al Signore è tenersi lontano dalla malvagità, sacrificio di espiazione è tenersi lontano dall’ingiustizia. Non presentarti a mani vuote davanti al Signore, perché tutto questo è comandato. L’offerta del giusto arricchisce l’altare, il suo profumo sale davanti all’Altissimo. Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito, il suo ricordo non sarà dimenticato. Glorifica il Signore con occhio contento, non essere avaro nelle primizie delle tue mani. In ogni offerta mostra lieto il tuo volto, con gioia consacra la tua decima. Da’ all’Altissimo secondo il dono da lui ricevuto, e con occhio contento, secondo la tua possibilità, perché il Signore è uno che ripaga e ti restituirà sette volte tanto. Non corromperlo con doni, perché non li accetterà, e non confidare in un sacrificio ingiusto, perché il Signore è giudice e per lui non c’è preferenza di persone.

 

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